Questa è una tana, un covo, un rifugio. Un posto per pensare e per sognare.


giovedì 24 marzo 2011

Dio è morto

Cercavo da un po' un argomento che mi permettesse di ricominciare. Non perché non ce ne fossero, l'attualità ne è tristemente piena, il fatto è che sono nauseato dalla stupida banalità con cui i drammi contemporanei vengono affrontati.

Cercavo un simbolo, un elemento che riassumesse quello che io provo e che forse altri a modo loro sentono.

Poi improvvisamente un nome si è fatto strada nella mia mente e tutto ha assunto un senso: Dio è morto!

Il 16 Maggio 2010, a Huston, Dio è morto. Se non conoscete Ronnie James ma avete memoria solo di quello biblico, vi consiglio vivamente di interrompere la vostra lettura seduta stante. Avete un deficit di cultura musicale da colmare, andatevi a cercare tutti gli album dei Raimbow, quelli dei Black Sabbath e i suoi album da solista. Quando infine sarete in grado di capire The Devil You Know, tornate quì e ringraziatemi pure nei commenti.

Il post è però dedicato ad un tema diverso, e la morte del vero Dio è solo l'incipit. Tanto per cambiare e per vostra sfortuna, il tema è il futuro. Ho un problema col futuro, mi ossessiona e mi angoscia, ma al contempo mi incuriosisce e mi stimola.

Rivoluzioni e guerre, cataclismi e olocausti, miseria e corruzione, barbarie e caos. L'Occidente è oramai decadente e grottesco, il suo putrido volto corrottò è oramai privo di maschera, ma i ciechi popoli che proliferano nel suo ventre non hanno occhi per osservarlo.

Nell'anno 1 d.D., molte delle profezie del NIC (National Intelligence Council) sul 2025, sembrano oramai tristemente avverate. Ve le riportai in un post vecchio di quasi 16 mesi, andatevelo a rileggere se avete tempo e voglia (2025).

Come sempre non ho consigli da dare a nessuno, ho solo domande che riempiono i miei pensieri e che messe per iscritto fanno forse meno paura.

Mi serve un contatore Geiger?
Qualcosa per potabilizzare l'acqua?
Un'arma da fuoco?
Scorte di cibo?
Sarò in grado di salvare mia moglie?
Quante delle persone che conosco avranno la forza di tirare avanti?

Non so come ci arriveremo, ma la direzione mi è chiara. Dio è morto e l'apocalisse che è iniziata non avrà fine.

giovedì 5 marzo 2009

Argentalia

Mi è capitato più volte di sentir paragonare l'attuale situazione Italiana a quella Argentina. Il paragone è stato fatto da molti, ma non mi è mai capitato di leggere approfondimenti e confronti concreti, solo accenni: quando in prima persona ho provato ad approfondire, mi è stato subito evidente il perché!

E' un tema scomodo, un vero tabù; una di quelle cose che solo in ambienti nascosti come questo possiamo commentare. Ma partiamo dall'inizio e seguitemi fino in fondo.

Per prima cosa, chi è il tizio nella foto? Mi gioco le mutande che nessuno di voi lo conosce. Fino ad alcune settimane fa, non lo conoscevo nemmeno io. Ha una bella giacca, un sorriso tronfio, è ritratto in un luogo sfarzoso, forse istituzionale... E' un politico?

ESATTO

E' Berlusconi? No, anche se la somiglianza c'é.

E' Prodi? Anzi no, D'Alema? No, scusate, Veltroni? No.

Il suo nome è Carlos Saùl Menem (sintetica biografia) ed è stato il presidente Argentino dal 1989 al 1999. Nato politicamente nel Partito Peronista Argentino, rappresenta la vera sintesi della politica moderna. E' il miglior esempio che io conosca di Veltrusconismo, per dirla come tanti comici e blogger italiani. La più autentica testimonianza della morte delle ideologie e della nascita della politica degli affari, come la chiamo io.

Com'é che mi sono interessato a questo personaggio? E soprattutto, che ve ne importa a voi che seguite le mie pazzie leggendo le pagine di Drakenheim? Ve lo spiego subito.

Ho trovato un documentario su YouTube. Non un filmato amatoriale fatto da giovani di belle speranze con musiche struggenti e teorie campate in aria. Un vero documentario fatto da argentini per gli argentini. Il taglio è di tipo storico, le immagini curate e deve aver avuto un discreto successo, visto che lo si trova tradotto in lingua italiana e non solo. Non so se qualche emittente lo ha trasmesso in Italia, ma se è successo sicuramente non gli è stato dato risalto. Cosa ho trovato di tanto interessante in quel documentario?

Come spesso faccio, andrò per punti:

1) La storia degli anni '90 in Italia e in Argentina potrebbe essere scritta in un unico libro. Ricordate il post sulle privatizzazioni? Se no, andatelo a rileggere! L'azione politica dei governi di entrambi i paesi ha analogie inquietanti. Il risultato è stato (per ora) differente solamente perché le situazioni di partenza dell'Italia e dell'Argentina erano differenti. Ci vuole molto più tempo a spolpare un succulento maiale rispetto ad un povero suino denutrito.

2) I tempi del saccheggio (così è chiamato nel documentario) sono infatti gli stessi. Chi dice che in Italia si sta ripetendo la storia Argentina, mente e forse lo fa di proposito. I tempi sono sovrapponibili perfettamente.

3) In Italia la cosiddetta "crisi dei partiti" è un fenomeno che riempie i talk show televisivi. Anche questa mattina Omnibus (La7) aveva in scaletta questo tema. Abbracciando assieme la Globalizzazione, destra e sinistra hanno rinunciato forse per sempre alle loro ideologie (insieme di idee, culture e storia). Tant'è che oggi parlare di destra e sinistra in Italia ha veramente poco senso. In Argentina la cosa è stata ancor più spudorata e manifesta. Come vedrete nel documentatio (approfondite il tema del Peronismo se ne siete digiuni n.d.a.), è come se il "Bertinotti" argentino avesse vinoto le elezioni e si fosse da subito messo a fare la politica di... Berlusconi-Dini-Prodi-D'Alema-Amato-Berlusconi-Prodi-Berlusconi.
Ho usato quel nome mostruoso per evidenziare la linea di continuità dell'azione politica italiana, a dispetto della apparente instabilità dei governi.

4) Troverete credo interessante notare come Menem sia indicato come un "traditore" dagli argentini, mentre nessuno accusa di tradimento Berlusconi o il leader di turno della pseudosinistra italiana. Di fatto Menem ha "tradito" la storia, la cultura e l'ideologia del partito di origine, mentre in Italia sono state trucidate le ideologie e si sono creati partiti via via sempre meno ideologici, verso i quali non è possibile alcun tipo di tradimento. La stessa parola "ideologico" ha assunto connotazioni negative... Ora ci ritroviamo con due contenitori vuoti (PDL e PDmenoelle, citando Grillo) incapaci di esprimere risposte ai bisogni del nostro paese.

Come sempre quì sotto trovate il link al documentario. E' molto lungo (quasi due ore), ma vi assicuro che è molto bello ed intenso. Posto solamente il link e non ospito tutte e dodici le parti del video per non appesantire troppo Drakenheim che già fatica un po' a reggere.

Diario del Saccheggio di Fernando E. Solanas (link)

PS: Mi aspetto commenti al documentario. Oramai mi faccio le domande e mi rispondo da solo... Fatelo per la mia sanità mentale!
PS2: Lo so Ciro che a Padova fai fatica a vedere i filmati. Segnati un appunto e guardateli a Treviso a casa dei tuoi. Tanto in televisione non troverai nulla di meglio da guardare.
PS3: Claudione? Si, tu! Credo che il documentario a te faccia particolarmente bene. Ti aiuterà a capire cosa ha perso la "politica" italiana e perché non ti appassiona più.

mercoledì 11 febbraio 2009

Oggi non ho voglia...


Come il titolo suggerisce, oggi non ho voglia! Non mi va di scrivere un lungo post. Preferisco girarvi il link a tre video che ho reperito online non molto tempo fa... Commentateli voi, io non lo faccio. Magari cambiando approccio riesco a far scrivere altri oltre al buon vecchio Ciro!







PS: sto preparando un post lungo ed articolato, roba per stomaci forti. Rimanete connessi.