
Come promesso (anche se mi sembra un po' di parlare da solo) eccovi un post sulle privatizzazioni: il primo post "ideologico" di questo giovane blog. Spero in questo modo di invogliarvi a tentare un minimo di dibattito...
Ricordo bene come negli anni '90 il tema delle privatizzazioni fosse molto in voga e coinvolgesse tutto l'arco costituzionale, da destra a sinistra. Ricordo i tempi della SIP, dell'ENEL pubblica, delle autostrade e delle ferrovie statali, delle scuole e della sanità pubbliche, dei grandi atenei statali. Si diceva che gli enti pubblici erano inefficienti, sprecavano denaro e fornivano servizi scadenti. Facciamo un po' di storia con l'ausilio di una breve ricerca effettuata sul web e vediamo insieme cosa è successo.
1992 - ENEL (Ente Nazionale per l'Energia eLettrica) e le FS (Ferrovie dello Stato) sono privatizzate e trasformate in S.p.A..
1994 - Nasce Telecom Italia (S.p.A.) che ingloba SIP (Società Italiana Per l'esercizio telefonico).
1995 - Viene privatizzata ENI (Ente Nazionale per gli Idrocarburi).
1998 - Poste Italiane diviene una S.p.A..
1998 - DM 261/98 a firma Luigi Berlinguer (DS) rappresenta la prima forma di finanziamento pubblico alle scuole private.
1999 - DM 279/99 segue il precedente e ne prosegue la linea
2000 - Sotto il governo D'Alema bis, la legge 62/2000 istituisce le "Scuole Private Parificate", ossia quelle scuole private finanziabili per mezzo di fondi pubblici.
2002 - Nasce Autostrade per l'Italia S.P.A. ed anche A.N.A.S. (Azienda Nazionale Autonoma delle Strade) viene privatizzata.
In tempi ancora più recenti (se non erro) le strutture ospedaliere e le cliniche private sono state ascritte nel complesso delle strutture sanitarie nazionali.
Se penso a cosa significava "essere italiano" negli anni '80, forse capisco parte del disagio che le persone provano ai giorni nostri. Essere italiano e pagare le tasse signigicava contribuire al mantenimento di una struttura che restituiva molti servizi. Essere italiano significava far parte di un progetto di vita assieme. Il telefono era un po' tuo, il treno era un po' tuo, la corrente elettrica era un po' tua. Magari non era il meglio del meglio, ma era a buon mercato. E secondo principi di equità sociale, potevamo permetterci persino di essere generosi con i più bisognosi.
Ma l'idea che privato fosse meglio di pubblico iniziò a conquistare larghi consensi. Sia chiaro, le società statali sono state spesso al centro di scandali e ruberie, disservizi e malgoverno, ma la cura che venne proposta ha prodotto, a mio avviso, risultati peggiori del male stesso ed oramai credo sia facile accorgersene.
Ai giorni nostri, l'italiano medio non ha un vero motivo per pagare le tasse. Dallo Stato riceve in cambio ben poco. A ben guardare null'altro che un sistema giudiziario (oberato) e la tutela dell'ordine pubblico. In merito a sanità ed istruzione, la brillante scelta di dirottare risorse pubbliche sul privato ha portato il privato a superare spesso il servizio offerto dallo stato. Autostrade, ferrovie, energia, telefonia, carburanti, li paghiamo tutti a caro prezzo. Dagli anni '90 ad oggi siamo riusciti nella straordinaria impresa di tagliare i servizi ed aumentare continuamente la spesa pubblica. Tanto che oramai non si riesce più a capire come vengano spesi i soldi pubblici. Ma questo è un altro complesso argomento, da trattare con un minimo di attenzione in più.
Ad ogni modo è un dato di fatto che alcuni servizi considerati indispensabili negli anni '80, oggi debbono essere acquistati dal cittadino italiano di sua tasca. E la privatizzazione di detti servizi, non solo non ne ha migliorato l'efficienza (devo ricordarvi le ferrovie), non solo non ne ha abbassato i prezzi, non solo non ha prodotto maggiori posti di lavoro, ma essi continuano a gravare anche sulle casse dello stato. Un esempio? L'alta velocità delle FS! Non la stiamo forse pagando noi italiani? All'ora perché i frutti (ammesso che tali progetti siano fruttuosi) li dovrebbe cogliere FS S.p.A.? Finanziamo progetti fallimentari come l'alta velocità coi fondi pubblici e quando il danno è creato sempre lo stato (noi) copre le inevitabili perdite per salvaguardare i posti di lavoro degli italiani.
Se prima le strutture pubbliche generavano sprechi, ora questo modello pseudo-privato ne genera cento volte tanti. I soldi li mettiamo sempre noi, i frutti li colgono solo in pochi. Anzi, i frutti non interessano nemmeno. I grandi nomi dell'economia e della finanza si spartiscono la pagnotta anche quando il progetto è un fiasco manifesto. Tanto alla fine, dopo aver finanziato la bufala di turno, il cittadino si vedrà addebitare anche il costo del danno che da essa deriva.
Un altro esempio? Mi spiegate perché dovremmo costruire coi soldi pubblici le centrali nucleari (svariati MILIARDI di euro l'una) se poi a gestirle non è una società pubblica? Mi spiegate perché l'investimento fatto coi soldi di TUTTI dovrebbe andare a vantaggio di pochi? Mi spiegate perché nemmeno i fantomatici "comunisti" (ma ci sono mai stati in Italia?!?) hanno lottato contro le privatizzazioni?
Ora ci tolgono anche l'acqua. Come il telefono e l'autostrada, il gasolio e l'elettricità, alcuni vorrebbero che iniziassimo a considerarla un bene di consumo, non un nostro diritto. Ma senza acqua non c'è vita. Esiste un limite o gli permetteremo di portarci via tutto? Continuiamo a correre dietro ad una carota chiamata "libertà" e non ci accorgiamo del bastone. Siamo sempre più liberi di morire di fame ed ora, più velocemente, anche di sete. Rincorriamo il sogno di diventare tanti Paperoni e non ci accorgiamo di essere costretti ad un'esistenza più misera di quella di Paperino.
C'è tanto ancora da dire su questo argomento. Sbizzarritevi!
Ricordo bene come negli anni '90 il tema delle privatizzazioni fosse molto in voga e coinvolgesse tutto l'arco costituzionale, da destra a sinistra. Ricordo i tempi della SIP, dell'ENEL pubblica, delle autostrade e delle ferrovie statali, delle scuole e della sanità pubbliche, dei grandi atenei statali. Si diceva che gli enti pubblici erano inefficienti, sprecavano denaro e fornivano servizi scadenti. Facciamo un po' di storia con l'ausilio di una breve ricerca effettuata sul web e vediamo insieme cosa è successo.
1992 - ENEL (Ente Nazionale per l'Energia eLettrica) e le FS (Ferrovie dello Stato) sono privatizzate e trasformate in S.p.A..
1994 - Nasce Telecom Italia (S.p.A.) che ingloba SIP (Società Italiana Per l'esercizio telefonico).
1995 - Viene privatizzata ENI (Ente Nazionale per gli Idrocarburi).
1998 - Poste Italiane diviene una S.p.A..
1998 - DM 261/98 a firma Luigi Berlinguer (DS) rappresenta la prima forma di finanziamento pubblico alle scuole private.
1999 - DM 279/99 segue il precedente e ne prosegue la linea
2000 - Sotto il governo D'Alema bis, la legge 62/2000 istituisce le "Scuole Private Parificate", ossia quelle scuole private finanziabili per mezzo di fondi pubblici.
2002 - Nasce Autostrade per l'Italia S.P.A. ed anche A.N.A.S. (Azienda Nazionale Autonoma delle Strade) viene privatizzata.
In tempi ancora più recenti (se non erro) le strutture ospedaliere e le cliniche private sono state ascritte nel complesso delle strutture sanitarie nazionali.
Se penso a cosa significava "essere italiano" negli anni '80, forse capisco parte del disagio che le persone provano ai giorni nostri. Essere italiano e pagare le tasse signigicava contribuire al mantenimento di una struttura che restituiva molti servizi. Essere italiano significava far parte di un progetto di vita assieme. Il telefono era un po' tuo, il treno era un po' tuo, la corrente elettrica era un po' tua. Magari non era il meglio del meglio, ma era a buon mercato. E secondo principi di equità sociale, potevamo permetterci persino di essere generosi con i più bisognosi.
Ma l'idea che privato fosse meglio di pubblico iniziò a conquistare larghi consensi. Sia chiaro, le società statali sono state spesso al centro di scandali e ruberie, disservizi e malgoverno, ma la cura che venne proposta ha prodotto, a mio avviso, risultati peggiori del male stesso ed oramai credo sia facile accorgersene.
Ai giorni nostri, l'italiano medio non ha un vero motivo per pagare le tasse. Dallo Stato riceve in cambio ben poco. A ben guardare null'altro che un sistema giudiziario (oberato) e la tutela dell'ordine pubblico. In merito a sanità ed istruzione, la brillante scelta di dirottare risorse pubbliche sul privato ha portato il privato a superare spesso il servizio offerto dallo stato. Autostrade, ferrovie, energia, telefonia, carburanti, li paghiamo tutti a caro prezzo. Dagli anni '90 ad oggi siamo riusciti nella straordinaria impresa di tagliare i servizi ed aumentare continuamente la spesa pubblica. Tanto che oramai non si riesce più a capire come vengano spesi i soldi pubblici. Ma questo è un altro complesso argomento, da trattare con un minimo di attenzione in più.
Ad ogni modo è un dato di fatto che alcuni servizi considerati indispensabili negli anni '80, oggi debbono essere acquistati dal cittadino italiano di sua tasca. E la privatizzazione di detti servizi, non solo non ne ha migliorato l'efficienza (devo ricordarvi le ferrovie), non solo non ne ha abbassato i prezzi, non solo non ha prodotto maggiori posti di lavoro, ma essi continuano a gravare anche sulle casse dello stato. Un esempio? L'alta velocità delle FS! Non la stiamo forse pagando noi italiani? All'ora perché i frutti (ammesso che tali progetti siano fruttuosi) li dovrebbe cogliere FS S.p.A.? Finanziamo progetti fallimentari come l'alta velocità coi fondi pubblici e quando il danno è creato sempre lo stato (noi) copre le inevitabili perdite per salvaguardare i posti di lavoro degli italiani.
Se prima le strutture pubbliche generavano sprechi, ora questo modello pseudo-privato ne genera cento volte tanti. I soldi li mettiamo sempre noi, i frutti li colgono solo in pochi. Anzi, i frutti non interessano nemmeno. I grandi nomi dell'economia e della finanza si spartiscono la pagnotta anche quando il progetto è un fiasco manifesto. Tanto alla fine, dopo aver finanziato la bufala di turno, il cittadino si vedrà addebitare anche il costo del danno che da essa deriva.
Un altro esempio? Mi spiegate perché dovremmo costruire coi soldi pubblici le centrali nucleari (svariati MILIARDI di euro l'una) se poi a gestirle non è una società pubblica? Mi spiegate perché l'investimento fatto coi soldi di TUTTI dovrebbe andare a vantaggio di pochi? Mi spiegate perché nemmeno i fantomatici "comunisti" (ma ci sono mai stati in Italia?!?) hanno lottato contro le privatizzazioni?
Ora ci tolgono anche l'acqua. Come il telefono e l'autostrada, il gasolio e l'elettricità, alcuni vorrebbero che iniziassimo a considerarla un bene di consumo, non un nostro diritto. Ma senza acqua non c'è vita. Esiste un limite o gli permetteremo di portarci via tutto? Continuiamo a correre dietro ad una carota chiamata "libertà" e non ci accorgiamo del bastone. Siamo sempre più liberi di morire di fame ed ora, più velocemente, anche di sete. Rincorriamo il sogno di diventare tanti Paperoni e non ci accorgiamo di essere costretti ad un'esistenza più misera di quella di Paperino.
C'è tanto ancora da dire su questo argomento. Sbizzarritevi!

